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“C’ERA UNA VOLTA IL MALTRATTAMENTO… e c’è ancora” Riflessioni Psicologiche e Sociali sulla violenza di genere

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Comunit Alloggio Minori

Comunità Alloggio Minori “Armonia”
Sede: Villabate via Pirandello n. 9/A
Ricettività: n. 8 posti

Comunità Alloggio Minori “Piccolo Principe”
Sede: Santa Flavia via Meli n. 23
Ricettività: n. 10 posti

Comunità Alloggio Minori “Il Ciclamino”
Sede: Trabia via P. Mattarella s.n.c.
Ricettività: n. 10 posti


TIPOLOGIA DELL'INTERVENTO COMUNITARIO


Ruolo sociale ed educativo.
La Comunità ha un ruolo ben definito nel territorio; non solo è di supporto ai Servizi Territoriali ma rappresenta un'agenzia educativa che insieme alla Famiglia e alla Scuola rende possibile attivare quella progettualità utile affinché il minore possa seguire un percorso evolutivo, ricco di esperienze significative. Pertanto il lavoro educativo nella Comunità Alloggio è orientato verso:

    * lo sviluppo delle capacità di ogni minore
    * l'apprendimento di potenzialità volte all'autonomia personale
    * l'accrescimento delle sue capacità relazionali
    * l'integrazione con il territorio.


Il ruolo sociale senza dubbio che riveste la Comunità è quello di “cerniera di collegamento” tra la Famiglia e il minore e tra il minore ed il territorio, dove la quotidianità è fatta di attività che si integrano l'una con l'altra. Le nostre comunità rifacendosi a questo ruolo, offrono ai propri ragazzi un clima familiare che non vuole essere sostitutivo alla famiglia d'origine ma che vuole proporre esperienze di autonomia, di distacco e di unione, di gratificazioni ma anche di sconfitte. La Comunità attraverso il suo ruolo educativo tende a far acquistare alla vita del minore quel giusto equilibrio che la famiglia d'origine non è stata capace di garantire. Per raggiungere questo obiettivo prioritario il presente progetto fa riferimento a dei “punti forza” ben precisi che vi elencheremo appresso.

Obiettivi
All'interno della struttura si opera al fine di creare una convivenza il più serena possibile, tendente al recupero della socialità degli ospiti e ad un armonico sviluppo della personalità.
A tal fine gli obiettivi generali, comuni ad ogni anno di attività sono:

    * L'assolvimento dell'obbligo scolastico
    * Il sostegno psico- pedagogico come metodo di intervento per il superamento dei momenti critici dei minori ospiti
    * La responsabilizzazione dei minori attraverso possibili modi di compartecipazione alla gestione della vita comune
    * L'uso corretto ed attivo del tempo libero , anche mediante escursioni, gite e soggiorni climatici
    * Il rapporto libero e responsabile, sostenuto dal servizio sociale, con le famiglie ove ciò si rilevi possibile
    * I contatti con i coetanei di ambo i sessi
    * L'apertura alla realtà sociali


Tempi e tipi di accoglienza
L'accoglienza dovrà essere garantita per periodi di tempo definiti: per il tempo necessario affinché la famiglia d'origine recuperi le condizioni che la mettano in grado di accogliere di nuovo in casa il/la proprio/a figlio/a e a compimento del P.E.I. . Diversi tipi di accoglienza si attivano:

    * a tempo pieno: il minore vive nella comunità giorno e notte; essa diventa per lui la nuova casa per tutto il tempo di permanenza;
    * a tempo definito: il minore vive nella comunità per tutta la settimana e torna in famiglia il sabato e la domenica e per le festività.


Attività Principali
La Comunità sostiene e stimola il minore a svolgere quelle attività comuni quotidiane che svolge comunemente un minore inserito in una famiglia e cioè: la frequenza scolastica, l'inserimento a corsi di formazione professionale, l'iscrizione a scuole di ballo o di calcetto o di basket, l'iscrizione ad associazioni parrocchiali presenti sul territorio, la cura del proprio ambiente di vita, la collaborazione alla preparazione di pasti, l'uscita pomeridiana dopo i compiti,ecc…. All'interno della struttura gli interventi vengono diversificati e pianificati attraverso dei progetti educativi individualizzati (P.E.I.) Obiettivo prioritario non è sostituirsi alla famiglia d'origine ma fare in modo che il minore trovi un giusto equilibrio nella sua vita, per cui la Comunità va intesa come luogo di tutela del minore, sia che si tratti di un minore in attesa di rientrare in famiglia, sia che si tratti di un minore in via di affidamento o in via d'adozione.

Il personale
Per lo svolgimento quotidiano di tali attività viene affiancato ai minori personale educativo che ha il compito di svolgere “funzioni genitoriali”ma non con lo scopo di sostituirsi alla famiglia d'origine ma integrando la presenza/assenza dei genitori, per tutto il tempo di permanenza nella casa. Si prende cura del minore in ogni bisogno ed in ogni necessità sia sulla sfera sociale che psicologica, senza dimenticare, che qualora la famiglia è presente, è utile coinvolgerla nel progetto di vita del figlio. La metodologia di lavoro utilizzata è quello del lavoro d'equipe attraverso verifiche e forme di valutazione che permettono di intervenire “a misura di bambino”. Intervenire a favore dei minori è un obiettivo prioritario da raggiungere anche se, ed in particolare con i ragazzi inseriti in comunità, spesso fatto di “alti e bassi”. Il minore che entra in Comunità non è “una brocca che si deve riempire” ma è un soggetto che interagisce con l'ambiente che lo circonda. Per questo la Comunità deve assumersi un doppio ruolo quello affettivo “provvisorio” della famiglia e quello “istituzionale “ proprio del suo mandato istituzionale, attraverso il lavoro costante e continuativo degli educatori impiegati nella struttura. Gli educatori, infatti attraverso il loro lavoro diventano “trasmettitori “ di relazioni significative, di opportunità di vita e “punti di riferimento” saldi per la costruzione del loro progetto di vita. Per raggiungere tali obiettivi è pertanto necessario utilizzare come metodologia operativa “il lavoro d'équipe” e più in particolare “quello di gruppo”. Le verifiche e le forme di valutazione che saranno utilizzate permetteranno che la progettualità sul minore venga curata lungo tutto il percorso dal suo inserimento alle sue dimissioni. Gli strumenti che si utilizzano a tal fine sono:

    * le osservazioni sul campo;
    * le riunioni d'equipe;
    * riunioni ed incontri con i referenti dei Servizi Territoriali che ruotano attorno al minore;
    * riunioni di supervisione con un referente esterno alla struttura nominato dalla Cooperativa;
    * incontri mensili con la famiglia d'origine svolti dall'Assistente Sociale e dallo Psicologo.


Gli operatori impiegati all'interno della struttura sono i seguenti:

    * 1 operatore sociale responsabile
    * 1 assistente sociale
    * 4 educatori professionali
    * 2 ausiliari
    * 1 psicologo (2 volte a settimana)
    * Ragazze del servizio civile nazionale volontario

 
 
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